mercato è saturo

E almeno sotto questo profilo la dimostrazione provata da Auriti ha avuto un ampio successo se è vero che come riporta la stampa locale (15) "l'operazione economica ha rivitalizzato il commercio prima sopito del paese". "È come se avessimo messo del sangue in un corpo dissanguato" ha affermato Auriti cui di certo non è ignoto il messaggio cristiano contenuto nella enciclica Quadragesima anno (16). In realtà non può dubitarsi che l'iniziativa del giurista abruzzese costituisce un importante riscontro scientifico di sociologia giuridica ed economica senza precedenti in Italia soprattutto perché proviene da un'associazione privata (SAUS) e non da un ente dotato di potere pubblico come potrebbe essere se non lo Stato il Comune. Deve anche aggiungersi che l'esperimento di Auriti ha sollecitato l'attenzione non solo delle forze politiche italiane oltre che della stampa nazionale ma anche di numerosi organi di informazione stranieri(17) a dimostrazione dell'interesse destato dalla nuova rivoluzionaria formula monetaria (18) che soddisfa il bisogno di usare la MONETA COME STRUMENTO DI DIRITTO SOCIALE. In ogni caso non può non destare sorpresa oltre che naturalmente soddisfazione il fatto che l'esperimento monetario di Guardiagrele sia riuscito ad imporsi all'attenzione nazionale ed internazionale nonostante che sia stato limitato ad una collettività tutto sommato molto ristretta. Questa peraltro ha fornito la prova come il popolo abbia la forza di creare per proprio conto valori convenzionali di moneta locale pur senza invadere le competenze della Banca Centrale e nel rispetto della circolazione della banconota legale.

Per quanto riguarda le modalità con le quali si dovrà articolare esperimenti come quello di Guardiagrele lo stesso Auriti ha posto in evidenza come il progetto debba essere realizzato in due fasi: la prima che si può denominare "dell'avviamento" è servito perché il SIMEC a far conseguire "quel VALORE INDOTTO che lo oggettivizza come un bene reale oggetto di PROPRIETÀ DEL PORTATORE" e che lo distinguerà dalla moneta corrente non più soltanto formalmente ma anche sostanzialmente.

La seconda fase dovrebbe consentire ai Comuni di "beneficiare" del servizio econometrico  mediante un Assessorato per il REDDITO DI CITTADINANZA che prima della stampa dei SIMboli EConometrici e della loro assegnazione tramite un CODICE DEI REDDITI SOCIALI avrebbe il compito di promuovere in modo adeguato anche culturalmente in modo da attuare l'iniziativa e distribuire i SIMEC tra i cittadini" (19).

L'unica critica apparentemente seria che in teoria può muoversi contro l'esperimento di Guardiagrele riguarda il problema della "riserva": potrebbe infatti sostenersi che in tanto il SIMEC viene accettato dai cittadini per essere speso nei negozi convenzionati (cioè aderenti alla iniziativa) in quanto esso è garantito dalla Lira vale a dire dalle somme di moneta corrente che il cittadino deposita per avere in cambio la moneta locale; con la conseguenza che verrebbe a crearsi una ben singolare situazione che vede da una parte la banconota della Banca d'Italia la quale pur avendo l'apparenza di una cambiale e cioè di un titolo di credito non è tuttavia pagabile per difetto di riserva; e dall'altra parte il SIMEC il quale pur avendo l'apparenza di un biglietto di proprietà del portatore è tuttavia convertibile nelle lire che ne costituiscono la riserva.

La critica è suggestiva ma infondata. Se si ponesse infatti la dovuta attenzione alla storia della moneta così come si è dipanata nel corso dei secoli si avvertirebbe subito che in definitiva il SIMEC così come è stato concepito dal suo ideatore ha iniziato a percorrere quella storia dalla sua fase iniziale quando tutte le banconote erano convertibili in oro dapprima in misura integrale e poi in misura percentuale; e che ad un certo momento quelle banconote continuarono ad essere accettate e quindi a circolare nonostante la soppressione della convertibilità. Tutto ciò proprio per effetto di quel "VALORE INDOTTO" intuito e scoperto da Auriti che ha consentito alla moneta legale sebbene a corso forzoso di mantenere il proprio potere d'acquisto. (19bis)

Riguardo poi alla rilevata contrapposizione tra la banconota della BCE ed il SIMEC non può minimamente dubitarsi che nel raffronto è la prima che fa una ben misera figura perché proprio a causa della sua apparenza di la Banca Centrale (come è stato già dimostrato) esercita la tirannia dell'usura che da ingresso anche a quella politico-sociale (20).

D'altra parte il SIMEC può fare a meno della riserva se invece che emesso da una associazione privata fosse posta in circolazione come REDDITO DI CITTADINANZA da un ente pubblico come potrebbe essere il Comune o ancora meglio lo Stato in modo che alla sicurezza offerta da una riserva si sostituisse quella offerta dal potere dell'autorità (21).

NOTE

12 - Guardiagrele è una antichissima cittadina in provincia di Chieti situata su un colle (m. 577) della sezione nord-orientale della Maiella della quale si hanno notizie sicure solo dall'anno 101 d. C. Patria del famoso Nicola (da Guardiagrele) orafo e scultore di cui alcune opere possono ammirarsi anche a San Giovanni in Laterano a Roma è altresì molto nota per essere stata scelta da Gabriele d'Annunzio come uno degli scenari del suo II Trionfo della morte.

13 - Questo esperimento ricorda quanto attuato in molte località degli Stati Uniti d'America e del Canada tra le quali Ithaca nello Stato di New York: in queste località la "local money" circola parallelamente alla moneta legale.

14 - "Abbiamo acceso la scintilla della rivoluzione guardiese" ha esclamato alla folla plaudente Giacinto Auriti (cfr. /; Centro dell'11 agosto 2000 cronaca di Chieti).

15 - Cfr. Il Messaggero del 12 agosto 2000.

16 - Cfr. il capitolo VI. Del libro – La banca la moneta e l'usura -

17 - Si ha notizia che se ne sono interessati con interviste concesse da Auriti il Daily Express L'Holland the Volkstra il Tager An Zeiger lo Stuttgarter Zeitung il New York Times Il The Wall Street Journal le televisioni: russa sudafricana giapponese e quella franco-belga Arte; e che del SIMEC si è informata anche l'Università della California.

18 - Degna di nota è la dichiarazione resa da Auriti alla stampa (cfr. Il Messassero edizione regionale 17 agosto 2000) sulla funzione che la "moneta del popolo e destinata a svolgere: "Come nel 1793 nella Vandea il popolo si sollevò contro il sistema fiscale divenuto un pagamento illimitato e non dovuto dopo l'emissione nel 1790 dei primi assegnati o moneta nominale così voglio proporre ora la controrivoluzione monetaria. Far dichiarare la moneta proprietà del popolo; lo Stato tramite la Banca Centrale tratterrà all'origine quanto è necessario per i costi e funzioni dei suoi servizi eliminando la persecuzione e l'evasione fiscale"

19 - Dalla conferenza tenuta da Giacinto Auriti il 10 settembre 2000 alla Sala Caprina del Comune di Erba (Como) nel corso del Convegno organizzato dalla Lega Nord Padania dedicato alle "Linee culturali di particolare rilievo sociale".

19 bis - E' anticipatamente prevista una critica che potrebbe rivolgersi alla teoria del prof. Auriti; critica di cui si dimostra l'inconsistenza. Il fatto da tener sempre presente è che Auriti ha inteso dimostrare la fondatezza della propria teoria sul "valore indotto" della banconota secondo cui la moneta cartacea nonostante che il suo valore intrinseco sia del tutto nullo ( a differenza della moneta aurea o argentea che nasce fin dall'origine con un proprio valore intrinseco) e nonostante che non sia più convertibile in oro in tutto o in parte tuttavia viene ciecamente accettata dai popoli come mezzo di pagamento: la banconota riceve il proprio valore come mezzo di pagamento solo perché i popoli l'accettano benché sia priva di valore intrinseco. La vita del SIMEC ha avuto una vita estremamente breve a differenza della banconota di carta la cui vita è iniziata da secoli e che ha avuto modo di passare attraverso vari stadi: convertibilità totale in oro convertibilità parziale ed infine inconvertibilità (con i trattati di Bretton Woods ). Il SIMEC invece ha potuto attraversare nel tempo ridottissimo di circa un anno soltanto la fase della convertibilità in Lire. Sarebbe dovuto durare di più per poter attraversare gli stadi successivi.

20 - II SIMEC ha resistito vittoriosamente anche ad inchieste di carattere penale promosse da magistrati frettolosi e certamente poco competenti nella materia monetaria. Il Tribunale di Chieti infatti con ordinanza del 30 agosto 2000 su ricorso di Auriti ha ordinato la revoca del sequestro dei SIMEC che era stato disposto dal Gip con decreto del precedente 9 agosto ritenendo tra l'altro che: "nella vicenda in esame emerge evidente l'assenza del presupposto primario ed indefettibile rappresentato dalla necessaria commissione di un fatto di reato"; che "è invero proprio il portatore del documento che gli conferisce valore"; che Auriti "non acquisisce fondi provenienti dal risparmio ma - per così dire- favorisce il consumo"; e che "tutti e tre i dedotti momenti - libertà negoziale d'iniziativa privata e di associarsi - rivestono rilievo costituzionale e non possono subire compressioni ingiustificate". Inoltre quasi a dimostrazione di come l'esperimento di Auriti sia l'opposto di quanto viene invece operato dal sistema bancario il Tribunale ha rilevato che "manca qualsiasi attività di utilizzazione delle somme ottenute dalla compravendita dei SIMEC da parte dell'emittente-venditore posto che le stesse restano 'in toto' destinate alla conversione in favore dei commercianti aderenti all'iniziativa" e infine che "è assente qualsiasi forma di lucro".

21 - In tal modo potrebbe realizzarsi con la stessa certezza di successo la formula monetaria ideata dal Parlamento dell'isola di Guernesey (cfr. capitolo X par.5 nota 14 che riportiamo in seguito). E' istruttivo ad avviso di chi scrive portare a conoscenza del lettore la storia della " moneta dell'isola di Guernesey " una delle tante isole Normanne del Canale della Manica ricordata da Gertrude Coogan: sul finire della guerre napoleoniche l'isola si trovava in condizioni economiche disastrose a causa della penuria di moneta che impediva finanche la costruzione di importanti e necessarie opere pubbliche: la moneta usata dal popolo era la banconota della Banca d'Inghilterra ma di essa vi era estrema scarsità. Questa stagnazione economica non consentiva nemmeno lo sfruttamento delle abbondanti risorse naturali come la pietra da costruzione e dell'agricoltura. Un giorno alcuni rappresentanti del popolo chiesero al Governatore di voler indicare una soluzione a questo stato di cose ed in particolare lamentarono di non poter costruire un mercato per mancanza di denaro. Il Governatore domandò loro se avessero marmo materiale per produrre calce e mattoni legname ed uomini disposti a lavorare ed alla loro risposta affermativa unita nuovamente alla constatazione che mancava la cosa più essenziale cioè il denaro egli suggerì che fossero "gli Stati di Guernesey" ( cioè il loro Parlamento) ad emettere la moneta. Fu così che predisposta una stima dei costi dell'opera gli "stati" fecero stampare la moneta necessaria con cui furono pagati i lavoratori ed i fornitori dei materiali. La nuova sede del mercato fu inaugurata il 12 ottobre 1822 e la moneta man mano messa in circolazione consentì oltre alla costruzione dell'opera pubblica anche la ripresa delle attività economiche poiché il popolo fu in condizione di compiere anche operazioni commerciali utilizzando la moneta come strumento di scambio. Ricordiamo al lettore la frase di Ezra Pound riportata all'inizio del X capitolo del libro – La banca la moneta e l'usura - "Dire che uno Stato non può perseguire i propri scopi per mancanza di denaro è come dire che non si possono costruire strade per mancanza di chilometri"


Testo realizzato con il supporto del Dr. Bruno Tarquini (*) autore del libro - LA BANCA LA MONETA E L'USURA La Costituzione tradita – Le pagine interessate del libro sono pag.97 e il capitolo che inizia da pag 112 Per richiedere il libro contattare Controcorrente edizioni Via Carlo de Cesare N 11 C.A.P. 80132 Napoli tel. 081/421349-5520024

(*) Bruno Tarquini:
nato ad Avezzano (L'Aquila) nel 1927. Laureatosi in giurisprudenza nel 1948 presso l'Università di Roma è entrato giovanissimo in magistratura percorrendone tutti i gradi. E' stato pretore a Roma e dal 1955 al Tribunale di Teramo prima come giudice poi come presidente; nel 1986 è stato trasferito alla Corte d'Appello dell' Aquila dove ha svolto le funzioni di presidente della sezione penale e della Corte d'Assise di secondo grado: infine nel 1994 è stato nominato Procuratore Generale della Repubblica presso la stessa Corte d'Appello.
Gli studi giuridici e l'attività professionale non gli hanno impedito di alimentare le sue curiosità intellettuali con particolare riguardo alla storia ed alla "controstoria".


Note di filosofia del valore

Postato in Notizie essenziali  

del prof. Giacinto Auriti

" Lo spazio coincide solo col presente tutto il resto è tempo ! "

Tutte le scuole di scienze sociali ed economiche si sono trovate finora nell'impossibilità di realizzare una seria indagine scientifica perché mancavano dei presupposti di filosofia del valore assolutamente indispensabili per conoscere e definire l'oggetto stesso della loro ricerca.
Poiché ogni serio procedimento scientifico libero dalle banali e gratuite costruzioni del pragmatismo empirico muove dalla precisazione di un postulato iniziale la cui veridicità può essere solo constatata e non dimostrata noi assumiamo il postulato che il valore è un rapporto tra fasi di tempo. Così ad es. la penna ha valore perché si prevede di scrivere il coltello ha valore perché si prevede di tagliare la moneta ha valore perché si prevede di comprare ecc.. Sicché il valore è il rapporto tra il momento della previsione ed il momento previsto.
Posto che il tempo è l'io che si pone come realtà in quanto capacità in atto di ricordare constatare e prevedere potrebbe sembrare a prima vista che non esiste una dimensione oggettiva del tempo perché coincidente con l'io pensante. Ci si rende conto invece che esiste il tempo oggettivo purché si tenga conto del fondamentale principio ermeneutico della precisazione del punto di osservazione della realtà. Poiché la costante del tempo è il presente che è l'io pensante nella sua continuità vitale il momento ricordato e quello previsto non sono ovviamente il presente: sono tempi pensati e non pensanti. Il punto di osservazione della realtà è l'IO PENSANTE. Lo spazio è il momento oggettivo del presente. Lo spazio infatti coincide solo col presente. Tutto il resto è tempo. Sicché quando i monetaristi pretendono di definire il valore come una proprietà della materia - ad es. il valore intrinseco dell'oro considerato come proprietà del metallo - cadono nell'insanabile errore di considerare il valore nella dimensione dello spazio e siccome abbiamo evidenziato che il valore è sempre una previsione cioè una dimensione del tempo cadono nell'assurda pretesa di andare alla ricerca del valore dove non c'è.
Anche l'oro ha valore per convenzione cioè per la previsione della accettazione altrui come condizione della propria accettazione come misura del valore e valore della misura. Anche nell'oro tradizionalmente utilizzato come simbolo monetario si è verificato il fenomeno dell'induzione giuridica. L'oro come ogni moneta anche se costituita da simboli di costo nullo è una fattispecie giuridica. Solo su queste premesse è possibile porre la distinzione fondamentale tra fisiologia e patologia del valore come presupposto di tutte le categorie scientifiche in cui il ricercatore deve avere la piena consapevolezza che la sua capacità conoscitiva è normale nel coordinamento ordinato e contestuale della dimensione temporale e spaziale. Il giudizio di valore è normale solo se si distingue il momento strumentale: oggettivo dal momento edonistico: soggettivo.
Ciò significa che il giudizio di valore è normale solo se si basa su una concezione dualistica di filosofia della conoscenza che distingue tra soggetto ed oggetto. Il momento strumentale è il momento oggettivo del valore perché è il momento soggettivo del tempo. Esso coincide sempre col presente cioè con l'io pensante. Il giudizio di valore è anormale quando si confonde il momento strumentale con quello edonistico cioè quando in applicazione della concezione monistica di filosofia della conoscenza che riduce la realtà all'idea della realtà si confonde l'oggetto col soggetto e quindi il momento strumentale oggettivo con quello edonistico soggettivo.
La conseguenza macroscopica di questa deformazione del giudizio di valore è il fenomeno della personificazione dello strumento che ha determinato nel diritto societario la sconvolgente MALATTIA CULTURALE della c. d. soggettività strumentale per cui la società non è considerata come l'insieme dei soci legati dal rapporto organico ma come concetto senza contenuto umano: vero e proprio fantasma giuridico. Stato costituzionale stato banca ne sono macroscopiche testimonianze. Il vero ed inconfessabile scopo della strategia culturale che ha concepito e realizzato il fenomeno della soggettività strumentale è stato consentire alle società strumentalizzanti la mostruosa rappresentanza organica del momento edonistico del valore che è il capitalismo. Come dire che mentre il popolo assume la funzione di avere fame il Governo assume quella di mangiare in rappresentanza del popolo.
L'esperienza storica del razionalismo hegeliano ci ha insegnato che il monismo è stato strumentalizzato per confondere l'oggetto col soggetto cioè l'io col non io ossia l'io col tu e il mio col tuo perché il tuo possa diventare mio. Poiché non è concepibile uno strumento senza chi lo adoperi così come non è concepibile un'automobile senza un autista non è concepibile una soggettività strumentale senza una società strumentalizzante che è la Massoneria nello Stato costituzionale la Nomenclatura nello Stato socialista il Sindacato di maggioranza degli azionisti nella Società anonima o nella multinazionale. Ridotto il concetto di società a strumento cioè a concetto senza contenuto umano la conseguenza ineluttabile è stata la sostituzione della regola del servirsi a quella del servire (proprio della società organica e del diritto naturale) perché è ridicolo pensare che si possa servire uno strumento. Sostituire la regola del servirsi a quella del servire significa sostituire al principio del "conviene essere giusti" il principio del "è giusto quello che conviene". L'interesse sociale non può qui coincidere con quello dei soci perché la "società strumentale" non è "I soci". Si maschera così sotto la parvenza di interesse sociale quello di un fantasma giuridico che altro non è che il paravento delle grandi mangiatoie delle società strumentalizzanti.
Ecco perché con l'avvento delle soggettività strumentali si sono vissuti e si vivono necessariamente solo tempi di decadenza perché comandano i peggiori.
Su queste premesse si spiega il fenomeno di tangentopoli che non può essere considerato come occasionale aumento statistico di delinquenza politica ma come segno dei tempi. E la proiezione storica della grande malattia culturale del monismo hegeliano. Essendosi ridotta la realtà all'io pensante si è conseguentemente ridotto il concetto di utilità all'utilità dell'io e si è quindi confuso l'utilità con l'egoismo.
Gli strumenti utilizzati per l'instaurazione della mostruosa rappresentanza organica dei momento edonistico del valore sono stati essenzialmente gli Stati costituzionali (sia liberali che socialisti) le Banche centrali le Società anonime e le Multinazionali. Poiché il godimento dei beni si realizza praticamente nel diritto di proprietà - che è appunto "godimento dei beni giuridicamente protetto" - il capitalismo ha realizzato l'espropriazione dei popoli o con la norma costituzionale degli Stati socialisti nel capitalismo di Stato o con la moneta nominale (che è moneta-debito perché emessa in prestito dalle Banche centrali) nel capitalismo usurocratico degli Stati liberali o col conferimento del capitale nelle Società anonime in cui si trasforma il socio da proprietario in azionista cioè creditore di un credito inesigibile pari a tutto il capitale conferito. In tutte queste fattispecie il comun denominatore è che la proprietà diventa apparentemente di un fantasma giuridico sostanzialmente delle società strumentalizzanti: la Nomenclatura negli stati socialisti la Massoneria in quelli liberali il Sindacato di maggioranza del pacchetto azionario (che non ha nulla a che fare con la maggioranza degli azionisti) nelle c. d. società di capitali: essenzialmente banche e multinazionali.
Su queste premesse ci si rende conto che la collettività umana vive oggi in un sistema che ha le prerogative dell'allevamento di bestiame e non quelle della società degli uomini. Ciò è stato possibile perché si è realizzata una strategia di dominazione mediante una cultura iniziatica basata su principi di etica economicistica.

Tratto da CHIESAVIVA Luglio-Agosto 2001
[744/28dic.1435] L'Europa dei banchieri contro la Costituzione ": [ farisei Spa assassini Fmi massoni Fed maledetti Bce bildenberg ] postato in Notizie essenziali. ... esattamente con questo titolo (cfr. Il Tempo 22 giugno 2004 p.7) o con titoli analoghi la grande stampa ha dato la notizia sconvolgente che è iniziata la fase conclusiva della Rivoluzione Francese. Noi l'avevamo già preannunciata su Abruzzopress (3 giugno '04 n.180) con queste testuali parole: "Lo Stato di diritto ha considerato nel proprio ordine costituzionale solo i tre poteri: legislativo giurisdizionale ed esecutivo. Il quarto potere della sovranità monetaria se lo sono fagocitato nel silenzio le banche centrali S.p.A con scopo di lucro… ecco perché dobbiamo completare la Rivoluzione Francese: la sovranità monetaria va attribuita allo Stato - come Quarto Potere Costituzionale - e tolta alla banca centrale. Non è più tollerabile che in uno Stato di diritto la funzione costituzionale della sovranità monetaria sia esercitata da una S.p.A. con scopo di lucro... L'urlo del Ca ira deve tornare sulle piazze davanti alle sedi delle banche centrali e nei Tribunali. Ci dobbiamo riprendere la proprietà dei soldi nostri." Quando la governance economica programma "maggiori poteri alla Commissione nella sorveglianza dei conti pubblici…" pone necessariamente un conflitto di interessi tra la volontà del Padrone (la banca centrale) e quella dei camerieri (i governi).
Ha denunciato esplicitamente l'eventualità di questo conflitto Mario Borghezio:
" Questa è una costituzione per l'Europa dei banchieri. Noi combattiamo invece per l'Europa dei Popoli…" La diagnosi è esatta. Manca la terapia. Si impone la necessità di uscire dalle formule approssimative e generiche per proporre:
 1) l'attribuzione allo Stato della sovranità monetaria come quarto potere costituzionale;
 2) la proprietà della moneta al Popolo come REDDITO di CITTADINANZA;
 3) l'emissione di moneta senza riserva di PROPRIETA' del PORTATORE come oggetto di diritto sociale (a norma del 2° co. dell'art. 42 della Costituzione Italiana);
 4) poiché il mercato è saturo sia di beni che di moneta quando i prezzi coincidono con i costi di produzione solo quando questa coincidenza si verifica va sospesa sia la produzione dei beni che l'emissione di moneta in attuazione del quarto potere costituzionale della sovranità monetaria;
 5) va costituito il Ministero per il risarcimento dei danni da usura (come i danni di guerra);
 6) va sancita con provvedimento di urgenza la moratoria dei debiti bancari e fiscali perché basati sull'illecito del debito da signoraggio che ha trasformato il portatore da proprietario in debitore della propria moneta;
 7) dichiarata la moneta di proprietà dei cittadini lo Stato deve trattenere all'origine all'atto dell'emissione quanto necessario per esigenze di pubblica utilità eliminando il 100% dei prelievi fiscali.
Questi fondamentali principi normativi si desumono dalla definizione del valore come rapporto tra fasi di tempo e conseguentemente del valore monetario come VALORE INDOTTO. Solo su questi principi la governance economica proposta nel patto costituzionale europeo potrà realizzare l'Europa dei Popoli. Altrimenti si continuerà nella tradizione dei camerieri dei banchieri in cui la sovranità monetaria è retta dalla banca centrale S.p.A. con scopo di lucro. L'urlo del Ca ira deve tornare per scrivere la pagina conclusiva della Rivoluzione Francese. Ci dobbiamo riprendere la proprietà dei soldi nostri. Avv.prof. Giacinto Auriti
Fonte www.abruzzopress.it del 29-05-04 [ Rothschild tu sei il satanista più pericoloso della storia del genere umano ]